Nulla da dichiarare: cronache dal tardo reale
Molto rumore, poco referendum
Il Presidente della Repubblica ha dovuto fare irruzione al Csm come il professore che entra in aula dopo aver sentito urlare dal corridoio.
L’affondo di Sergio Mattarella era chiaramente diretto contro Carlo Nordio. E l’impressione è proprio quella: un richiamo istituzionale che, nel linguaggio felpato del Colle, equivale a un “adesso basta”. Perché qui non siamo di fronte a una sottile divergenza tecnica. Siamo davanti a un ministro della Giustizia che attacca il Csm con toni da bar e poi, dopo il richiamo presidenziale, risponde con un disciplinato “mi adeguerò”, che è una frase meravigliosa: non contiene scuse e non contiene ripensamento, contiene solo l’accettazione che esiste solo quando qualcuno sopra di te ti sta facendo notare che stai esagerando.
Un governo che ama presentarsi “senza paura”, viene riportato all’ordine con poche frasi pronunciate a bassa voce perché ha oltrepassato quella linea invisibile che separa la critica politica dalla delegittimazione istituzionale.
E mentre si misura il volume delle dichiarazioni e si commentano le “tirate d’orecchie”, il referendum resta un oggetto misterioso. Pochi entrano nel merito delle ragioni del sì e di quelle del no. Si discute sempre dei toni, non dei contenuti. Così il Paese si avvicina al voto in un rumore costante, ma con poca chiarezza. E forse la vera esagerazione non è solo nel linguaggio del governo. È nell’aver trasformato un passaggio costituzionale in un teatro di scontri, lasciando sullo sfondo – quasi fosse un dettaglio tecnico – la domanda più semplice e più seria: perché dovremmo votare sì, e perché no?
Per questo abbiamo scritto un piccolo manuale per fare quello che nel rumore generale si sta facendo poco: spiegare cosa prevede davvero la separazione delle carriere, quali effetti concreti avrebbe e quali sono le ragioni del Sì e del No. Dopo averle esaminate, la nostra posizione è chiara: voteremo No, e nel manuale trovate spiegato perché.Se vi sembra che finora si sia parlato molto attorno al referendum e poco del referendum, è esattamente il motivo per cui vale la pena leggerlo. Poi la scelta resta vostra — ma almeno sarà una scelta informata.


